Conformità al diritto d’autore in azienda – Guida
18.05.2026 – Le aziende utilizzano testi, immagini, musica, video e software. Molti contenuti sono protetti dal diritto d’autore. Chi pubblica contenuti, tiene corsi di formazione e utilizza fonti si muove nell’ambito del diritto d’autore. Le regole non sono semplici, perché per il diritto d’autore non esiste un registro statale; la situazione è diversa per marchi, ditte, brevetti e design protetti. I nostri consigli aiutano a evitare conflitti in materia di copyright e offrono l’opportunità di sfruttare attivamente le proprie creazioni. Sintesi di un articolo di Philip Kübler pubblicato sulla rivista specializzata «The Reporting Times».
Il testo che segue riassume l’articolo di Philip Kübler. Il testo originale tratto da «The Reporting Times» è disponibile in formato PDF (in tedesco).
Primo consiglio: rispettare i diritti altrui
La conoscenza e la creatività delle persone consistono quasi sempre in testi, immagini, audio o video – a volte anche tridimensionali e offline. Il diritto d’autore protegge tutti i contenuti e le espressioni creati individualmente dalle persone. Non sono protette le ispirazioni, le informazioni e le idee. Dove si verificano gli utilizzi soggetti al diritto d’autore? Internamente spesso durante l’archiviazione, nelle presentazioni e durante la copia. Esternamente su siti web e social media, in relazioni e opuscoli, nel materiale per eventi e media. Assicuratevi una conformità basata sul rischio, anche in materia di diritto d’autore.
Secondo consiglio: pagare le tariffe forfettarie
Il diritto d’autore presenta il vantaggio di regolamentare gli utilizzi quotidiani tramite un compenso centralizzato. In Svizzera, la società di gestione collettiva ProLitteris si occupa dei compensi per la riproduzione (Tariffa comune 8). Le aziende versano alcuni franchi all’anno per ogni posto di lavoro a tempo pieno, oltre a un importo aggiuntivo per le rassegne stampa e le attività didattiche (corsi) rivolte a persone esterne. Il forfait consente la copia e la trasmissione in formato analogico e digitale di estratti da pubblicazioni di ogni tipo per uso aziendale. Inoltre, la Tariffa comune 3a della società di gestione SUISA ha un ampio campo di applicazione per la musica di sottofondo e usi simili in locali e luoghi accessibili al pubblico. Tali compensi forfettari sostituiscono una moltitudine di singole dichiarazioni di diritti. Il sistema tariffario svizzero è un modello riconosciuto a livello internazionale: giuridicamente sicuro, semplice, con costi moderati e con cooperative del settore privato come attori, soggette alla vigilanza dello Stato.
Terzo consiglio: licenze per pubblicazioni e per l’intelligenza artificiale
Oltre ai compensi forfettari, le aziende necessitano di licenze individuali non appena gli utilizzi vanno oltre la riproduzione interna o l’uso di sottofondo. Attualmente le aziende sono interessate alle pubblicazioni online e all’elaborazione tramite IA; in questi casi sono necessarie licenze. Una possibilità è la concessione contrattuale dei diritti, contenuto per contenuto. Ci si rivolge alle agenzie fotografiche, si interpellano le case editrici o si ottengono licenze direttamente dagli autori. L’altra via – decisamente più semplice – passa attraverso una società di gestione collettiva, nel settore del testo e dell’immagine tramite ProLitteris. La cooperativa offre licenze collettive a costi moderati. Vengono concesse in licenza opere d’arte, materiale d’archivio e opere utilizzate con sistemi di IA interni. La nuova legge sul diritto d’autore (LDA) ha creato a tal fine le licenze collettive estese. Esistono persino contratti collettivi per titolari di diritti sconosciuti o irreperibili.
Quarto consiglio: rivendicare le proprie creazioni
Il lato positivo del diritto d’autore è che anche le proprie creazioni sono protette. Non si tratta necessariamente di arte: anche testi specialistici, risultati di ricerca, immagini di prodotti e materiale di marketing, audio e video sono protetti dal diritto d’autore. Le aziende producono tali opere e si fanno trasferire o concedere i diritti. Si consiglia di contrassegnare le creazioni con un avviso di copyright e un’indicazione della fonte. Un contenuto deve poter essere riutilizzato liberamente? Con quali crediti e con quale licenza viene pubblicato a terzi? Chi gestisce le proprie opere creative e controlla i canali utilizza la creatività come bene immateriale. La proprietà intellettuale non riguarda solo i brevetti di invenzione e i disegni registrati, ma anche le creazioni creative. Non vi è alcuna protezione per le semplici espressioni della vita quotidiana e per i prodotti generati automaticamente dall’intelligenza artificiale.
Quinto consiglio: far valere i propri diritti
Si possono avere dei diritti e si devono rivendicare, ma alla fine ciò che conta sono le prove e l’applicazione. A causa dell’uso massiccio di contenuti disponibili pubblicamente, in particolare da parte di modelli e sistemi di intelligenza artificiale (IA), le proprie idee diventano vulnerabili. Ciò vale, in base alla protezione della personalità e dei dati, anche per la voce e l’immagine dei rappresentanti di un’organizzazione che appaiono su Internet o in pubblico. Per dimostrare cosa è autentico e attuale, cosa è conforme ai fatti e autorizzato, servono una gestione dei contratti e una documentazione adeguata. Deve rimanere chiaro chi ha creato una prestazione creativa e quali diritti spettano all’azienda. Occorre prestare attenzione non solo ai contratti di lavoro, ma anche agli incarichi per prestazioni creative e ai contratti d’opera con i fornitori di software.
Depositi affidabili con un sigillo digitale possono produrre certificati: prove relative alla data e all’esistenza di un file. ProLitteris sta lanciando un servizio di questo tipo con il nome «MyCopyright» in collaborazione con l’azienda informatica «Swiss Trust Layer».
Per i risultati di lavoro creati da o con l’IA, si pone sempre più spesso la questione se su di essi sussistano effettivamente dei diritti. Dipende dalla quota sufficiente di creatività umana e dalla novità. Chi in seguito voglia dimostrarlo, dovrebbe essere in grado di provare il processo di creazione dei valori immateriali. Anche a questo proposito ProLitteris offrirà presto un supporto.
A livello politico e giuridico, la società di gestione ProLitteris si occupa delle ripercussioni e delle opportunità dell’intelligenza artificiale (IA) per il diritto d’autore. Lo stato attuale:
- Addestramento e retrieval: l’IA viola i diritti d’autore quando utilizza opere protette senza licenza. Sono già disponibili le prime sentenze. La Svizzera è in attesa di un chiarimento nella legge sul diritto d’autore. Parallelamente, l’UE sta modificando il quadro giuridico europeo.
- Analisi di testi e dati con l’IA: le aziende possono rendere giuridicamente sicure la traduzione, la sintesi e la valutazione di fonti protette richiedendo a ProLitteris una licenza collettiva estesa per gli utilizzi interni dell’IA. Le aziende sono invitate a contattare ProLitteris.
- Oltre alle licenze per l’IA, ci saranno dichiarazioni di eccezione da parte dei titolari dei diritti. Il nodo da sciogliere si chiama «opt-out». Un sistema efficace e pragmatico potrebbe basarsi sui dati e sulle offerte delle società di gestione collettiva. Questa soluzione è ancora lontana.
In qualità di cooperativa per i diritti d’autore, ProLitteris funge da ponte tra i titolari e gli utenti dei diritti. Accogliamo segnalazioni e suggerimenti e ci impegniamo a migliorare costantemente i nostri servizi anche per le aziende.